I corsi autunnali

È uscito il calendario dei corsi autunnali, in promozione per tutta l’estate.

Io non so quale sia il livello di autoreferenzialità del mondo politico negli altri paesi, ma so che quello italiano è da troppi anni – da sempre? – oltre il livello di guardia. Solo negli ultimi vent’anni, con i sondaggi, i politici hanno iniziato a guardare agli interessi dei cittadini tra un’elezione e l’altra, e non sempre questo è stato un miglioramento. L’analisi delle opinioni espresse spontaneamente su Internet da cittadini non informati e non competenti è un’ulteriore passo fuori dall’autoreferenzialità, ma di nuovo non sempre questo ha rappresentato un miglioramento.

Come fare perché lo sia, se è possibile, prima di rinunciare? Sicuramente evitando di dare credito all’idea di una democrazia elettronica prossima ventura, come se un referendum permanente possa prendere decisioni tecniche valide e trasformarle in leggi. A questo punto meglio l’idea del racconto “Franchise” (Oggi si vota) di Isaac Asimov: molto più facile che la tecnologia ci aiuti a trovare un solo elettore perfettamente rappresentativo che a sintetizzare in modo praticabile le rappresentazioni di tutti gli elettori. Questo, come scrive bene Massimo Chiriatti, è ancora compito dei partiti.

Il punto di partenza è iniziare a guardare Internet e soprattutto i social media facendo attenzione alla foresta (alle foreste) e non al singolo albero, guardarli cioè come reti di azione e di pubblicazione, usando tecniche di analisi matematica dei grafi e di correlazione tra testi per far emergere affinità impossibili da cogliere a occhio nudo o da un singolo nodo. Internet non esiste come mondo a sé e come mondo univoco, come già detto tante volte, ma se guardata dal di fuori con consapevolezza e competenza può essere letta e compresa in modo più sofisticato della semplice conta delle occorrenze, che siano citazioni, menzioni o hashtag.

Ci proviamo? Penso e spero che qualcuno lo faccia già, ma se ne parla molto poco. Abbiamo iniziato a parlarne su Twitter con Giorgio Soffiato e mi piacerebbe sentire il parere di Rosario ‘Dep’ Di Girolamo: tra il grillismo e la buvette c’è una piccola ma concreta possibilità di aiutare chi ci governa a prendere decisioni informate, senza dover prendere in braccio cagnolini, twittare gattyni o confondere l’intelligenza collettiva (termine quasi sempre usato a sproposito) con un dettato politico.

Vuoi le coccole al lunedì mattina?

E poi:

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