Evoluzione, non cambiamento

Più le aziende spariranno, più a lungo resteranno sul mercato.

Se paragoniamo la digitalizzazione delle nostre vite all’evoluzione umana potremmo visualizzarla come il momento di passaggio tra l’Homo Erectus e l’Homo Sapiens. La società digitalizzata sta in piedi, ma ancora non ragiona: nei prossimi anni impareremo un savoir faire digitale che ancora ci sfugge e questo cambierà ancora, e ancora più profondamente, le nostre vite. Abbiamo più che mai bisogno, quindi, di momenti di studio, di riflessione e di confronto.

Il futuro del commercio parlerà cinese? I consumatori subiscono la trasformazione o la guidano? Le tecnologie accelerano il cambiamento o rispondono a un’esigenza già presente in modo latente nei nostri comportamenti? Amazon è un negozio o un motore di ricerca? Cosa succederà quando le tecnologie digitali faranno il prossimo salto evolutivo, scomparendo e mimetizzandosi nell’esperienza fisica di tutti i giorni?

Questo è vero per il privato e sarà ancora più vero per il lavoro, per le aziende e per i mercati, in particolare per i mercati più vicini al nostro cuore: i viaggi, il cibo, il lusso. Già oggi vediamo uno scenario dominato da consegne in bicicletta di piatti cucinati nei migliori ristoranti, di vestiti e scarpe tranquillamente provati nella comodità di casa nostra e restituiti senza problemi, di viaggi sognati e sperimentati nei racconti di persone come noi prima di muovere un solo passo. Essere Sapiens in questo scenario significa migliorare e personalizzare le esperienze dei nostri clienti con la tecnologia, non adeguarsi a esperienze messe a punto da altri, in una disperata rincorsa senza un pensiero o un progetto.

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