Ci sono i lamentosi e ci sono gli «hater»: i primi si descrivono da soli, i secondi richiedono un po’ di #Luminol per essere interpretati al meglio. Gli hater, come dice la parola, odiano: non vanno confusi con i critici o i dubbiosi (categorie dello spirito da praticare), perché loro odiano a prescindere e odiano soprattutto chi ha successo.

Una passata di #Luminol, per esempio, agli insofferenti del Salone del Mobile: invitati da Laura di Donato su Facebook ad “andare a vivere a Cantù” e stigmatizzati da Laura stessa e da Sara Uslenghi con l’hashtag #Milagno, gli hater del Salone del Mobile aggiungono profondità a una delle verità nazionali: non è tanto che non ci piace il successo, non ci piace il successo quando è meritato.

Già che ci siamo, visto che è venerdì, una domanda al #Luminol per il Salone del Mobile di Milano: se siamo capaci di trasformare la città in un bellissimo showroom a cielo aperto per una settimana perché non lo facciamo tutto l’anno? Cos’è, paura di far vedere che quando vogliamo siamo capaci?

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