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Perché sostengo Valigia Blu

Ti accorgi dell’importanza di qualcosa quando diventa naturale farci riferimento. Studiare la naturalezza dei comportamenti per me è estremamente importante: senza rendercene conto noi, in continuazione, assorbiamo qualcosa di nuovo nelle nostre vite, riconoscendolo come utile, sensato, necessario e rifiutiamo qualcos’altro, respingendolo come un corpo estraneo.

Internet e i media digitali sono o sono stati considerati un corpo estraneo dal mondo del giornalismo a prima vista. Quello che per prima pochissimi, poi sempre di più e adesso quasi tutti è stato considerato un aumento delle possibilità a nostra disposizione per molti, troppi giornalisti è sempre stato un concorrente, una rogna da gestire, un buco nero. Una fogna, il nazismo, un ghetto. Una roba di marketing, un problema dell’IT, roba di cavi e installazioni. Ne parlo per esperienza: c’ero e c’ero fin dal secolo scorso, perché sono più di vent’anni che l’editoria cerca di far entrare a martellate Internet in redazione. In questo quadro, qualche anno fa, nasce Valigia Blu. E per me diventa naturale farci riferimento, da lettrice e da professionista, ma soprattutto da lettrice.

Ho riconosciuto immediatamente Valigia Blu come il pezzo mancante, quello di cui parlavo facendo formazione ai giornalisti. Il contrario di un buco nero: un luogo in cui rifugiarsi per capire. Per me è diventato naturale pensare, quando leggo qualcosa che non mi torna del tutto, meno male che c’è Valigia Blu a cercare, verificare e mettere in fila tutte le paperelle. Se lì fuori c’è una storia, Valigia Blu mi mette a nudo la trama dei fatti che la sostiene. Da professionista, invece, io sono stupita da quanto poco capiamo il tempo del digitale. Un tempo fermo, mi verrebbe da dire, tutto il contrario della velocità del software.

Online il tempo lo decidiamo noi e quasi sempre premiamo l’avanti veloce lamentandoci che è tutto troppo veloce. Valigia Blu sa quando fare Stop (mai troppo presto, ma nemmeno troppo tardi), sa quando e quanto andare indietro e lascia a me il compito di farmi un’idea e guardare avanti. Infine, la donazione. Per me non è tale e non è neanche un abbonamento. È sentirmi parte di una società, nel senso legale del termine. Io investo e vengo ampiamente ripagata del mio investimento e spero che anche quest’anno lo facciate in tanti.

Basata sui fatti. Aperta a tutti. Sostenuta dai lettori.

Partecipa al crowdfunding per sostenere l'edizione 2018 di Valigia Blu > http://crowdfunding.valigiablu.itIn un mondo dove l’informazione è sempre più veloce e frammentata, frettolosa, contaminata da indiscrezioni, pregiudizi e manipolazioni, Valigia Blu fa qualcosa di diverso: giornalismo con l’aiuto dei lettori, partendo dai fatti e confrontandosi ogni giorno con chi ci segue. Per noi, fare informazione è servizio pubblico.Verifica, contesto, approfondimento sono le nostre principali attività giornalistiche. Crediamo in un modello di sostenibilità che dipende dalla community: siete voi a giudicare la qualità del nostro lavoro e decidere di dare un contributo se lo considerate utile alle vostre esigenze informative.Abbiamo scelto di non dipendere da pubblicità, click o traffico, ma di avere come unico obiettivo il giornalismo al servizio delle persone. Certi che la fiducia in ciò che facciamo sia un credito che negoziamo ogni giorno con chi ci segue.Per continuare a offrirvi qualità, contesto e strumenti che possano essere utili a comprendere e interpretare il mondo che viviamo, abbiamo bisogno di voi. Con una donazione potete finanziare un anno intero di buona informazione aperta a tutti. L’edizione 2018 di Valigia Blu dipende anche da voi!Arianna Ciccone

Pubblicato da Valigia Blu su Lunedì 23 ottobre 2017

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