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La continuità tra public speaking e social media

La notizia dello sbarco di Prezi in Italia mi ha beccata in un momento in cui sto lavorando molto sulla continuità tra le attività di public speaking e i social media. Mi ha colpito non tanto il lancio della versione italiana (che sponsorizza questo post), quanto i numeri: 60 milioni di clienti (di cui 350.000 in Italia), 200 milioni di Prezis, 1 miliardo di visualizzazioni.

200 milioni di presentazioni su Prezi significano ore e ore di lavoro, di conoscenza, di competenza, di soluzioni regalate agli altri. Significa andare oltre la durata del tuo corso o del tuo discorso e farlo durare, rendendo accessibile a molte più persone. Eppure pochissime persone colgono il fortissimo legame tra parlare in pubblico e pubblicare i contenuti del tuo intervento usando i social media per farli girare e durare. Mi è capitato più volte di cercare di spiegare che, per esempio, lo streaming e la regia video di un convegno non sono un contentino per chi non può venire, ma un investimento che ti permette di moltiplicare l’audience senza dover affittare uno stadio e senza impazzire dietro la concorrenza di mille altre eventi contemporanei.

So benissimo che i video e i social media come strumento di cronaca di un evento sono ampiamente diffusi, anche perché sono anni che lo faccio e lo propongo ai miei clienti; ricordo con particolare affetto la prima edizione di Anteprime nel 2010 con una fantastica squadra di assatanati lettori a twittare come pazzi dal tramonto all’alba (o quasi).

Quando dico che pochi vedono la continuità tra public speaking e social media intendo dire che pochi li progettano insieme: come per quasi tutto quello che riguarda i social media viene progettato l’evento (o l’intervento) e poi, a parte, come se si trattasse d’altro, la sua comunicazione e la sua amplificazione. Probabilmente è ancora un problema di dualismo reale/digitale: chi organizza un incontro in un ambiente fisico fa fatica a vedere la sua amplificazione digitale come parte dello stesso processo.

È un gran peccato, sia che si tratti di personal branding sia di maggiore diffusione per contenuti molto interessanti che, altrimenti, scivolano via come lacrime nella pioggia. È per questo che i numeri di Prezi mi hanno colpito: 200 milioni di presentazioni che sono (in gran parte) online nel momento in cui sono finite sono un’ottima base per far iniziare l’intervento prima di presentarlo e farlo durare anche dopo, magari con le modifiche fatte dopo averci ragionato su in pubblico.

Vuoi le coccole al lunedì mattina?

E poi:

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