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Il viaggio inizia online e continua mobile

(Abstract dell’intervento al convegno «Social Media Forum 2012: la rivoluzione continua» durante la fiera Hotel 2012 a Bolzano, 22 ottobre 2012)

Quando inizia un viaggio? Quando nasce il desiderio, quando si chiude la valigia, quando si arriva a destinazione? Internet permette a chiunque lo voglia di esplorare mille destinazioni diverse prima ancora di aver deciso di partire: una sorta di “window shopping” a disposizione in ogni momento, con la possibilità concreta di percorrere le strade di una città, di vedere la via e l’ingresso di un albergo, di verificare le distanze reali e di curiosare nelle recensioni degli altri clienti.

Un mondo di sogni e desideri che viene poi punteggiato di dati, fatti, giudizi, voti: nel momento in cui la decisione di partire e di prenotare si concretizza il sogno diventa un piano vero e proprio e il viaggiatore a occhi aperti li spalanca ancora di più per verificare e prevenire ogni singola pecca, per confrontare metri quadri, prezzi e servizi e per colmare la differenza tra la presentazione di chi propone e le esperienze di chi c’è già stato.

Tutto questo avviene, quasi sempre, seduti a un computer: in una posizione mentale e fisica di attenzione, con la possibilità di prendere appunti, per i più precisi di creare tabelle di confronto. Il sogno, la verifica, la prenotazione: un processo autonomo, al computer, aiutato da siti di servizio come TripIt o Dopplr che tengono traccia dell’itinerario.

E poi si parte e, roaming permettendo, ci portiamo Internet in tasca e continuiamo a usarlo per sognare, confrontare, verificare e sempre più spesso prenotare, in un processo simile ma dal contesto completamente diverso. Siamo in piedi o comunque non seduti a una scrivania, siamo in macchina, in treno, magari stiamo camminando, magari siamo fermi davanti a un museo o a un ristorante, magari stiamo decidendo che fare, dove andare, come adattare i nostri programmi a un cambiamento del meteo, un momento di stanchezza, il desiderio improvviso di qualcosa di diverso.

Le app mobili sono diventate la nostra guida: per orientarci con le mappe, per scegliere con i siti di consigli geolocalizzati, per raccontare sui social media quello che succede, che vediamo, che scopriamo, che viviamo. Qualunque sia l’esigenza del viaggiatore per gli operatori turistici l’importante è imparare a raccontare e a proporre se stessi raccontando una storia, accogliendo, invitando a condividere emozioni e ricordi più che valutazioni e giudizi. A parità di offerta scegliamo chi sentiamo più accogliente e con Internet le possibilità di essere accoglienti a distanza o sul posto aumentano a dismisura.

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Ci sono 2 commenti

  1. Ciao Mafe, condivido appieno le parole che dici: “per gli operatori turistici l’importante è imparare a raccontare e a proporre se stessi raccontando una storia”. Sono un operatore turistico in Salento e la mia esperienza è proprio partita dal raccontare. Praticamente, ho prima raccontato la mia zona sul mio blog con la mia voce, in maniera del tutto personale. Poi, il mio racconto è diventato attività turistica vera e propria mano a mano che i lettori aumentavano considerevolmente. E sta crescendo. Dal mio punto di vista, mi sbilancio: chi non saprà raccontare la propria storia, accogliendo virtualmente, invitando a condividere emozioni, … non sarà molto competitivo nel mercato turistico del prossimissimo futuro. Da parte mia, adesso, abbiamo anche lanciato la versione inglese del blog, scriviamo ebook da scaricare gratis, abbiamo una bella community e i nostri followers, collaboriamo con guide viaggi internazionali. E puntiamo sempre più di investire il nostro tempo e la nostra passione nel raccontare, prima che nel vendere. Credo sia questa la strada da seguire, non solo nel settore turistico. A presto, Fabio.

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