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Il Design Thinking in tre passaggi

Come passare dal pensiero convenzionale al ragionare per progetti? Leggi solo se l'idea di ripartire ogni volta da zero ti esalta :-)

Ogni tanto mi trasferisco altrove, per cambiare aria e incontrare persone nuove: a settembre, per esempio, ho accettato l’invito di Francesca Marano e ho pubblicato tre articoli per spiegare cos’è e come uso il Design Thinking alle amiche di c+b. Ecco in sintesi i tre articoli, andate e leggeteli (e poi tornate :-)

Perché Design Thinking

Design vuol dire sia disegno – un piano d’azione – sia progetto – la capacità di immaginare che le cose possano andare in modo diverso. Se non possono, stai perdendo tempo. Se possono e non lo stai facendo, stai perdendo tempo. Il pensiero progettuale – il Design Thinking – prima e al di là dei metodi e dei processi che sono stati messi a punto, è questo: la capacità di identificare un problema, un bisogno o un desiderio e di agire di conseguenza. [Leggi tutto l’articolo su c+b]

Come usare il Design Thinking

Il primo cliente a cui applicare questo metodo sei tu stessa. Non solo per fare pratica, ma soprattutto perché le prime a farci prendere dalla routine senza accorgercene e quindi a entrare in “>conventional mode” siamo noi. Per uscirne e migliorare il nostro modo di lavorare e le nostre vite abbiamo bisogno dei tre superpoteri del Design Thinking (secondo me). [Leggi tutto l’articolo su c+b]

Dal Thinking al Service Design

Siamo abituati all’idea di progettare un prodotto, una casa o un locale, ma l’idea di dover progettare un servizio immaginando come verrà usato è ancora molto lontano dalla quotidianità delle persone e di molte aziende. È una competenza sempre più importante qualunque sia il nostro lavoro, perché, come scrivevo nell’articolo sui superpoteri del Design Thinkingla Sharing Economy, in realtà, è una Service Economy: il punto non è la condivisione, ma l’attenzione all’uso e non più al possesso. Come spiega bene Marc Stickdorn stiamo passando dal dare importanza al possesso di un prodotto al dare importanza al servizio incorporato in quel prodotto e quindi dal valore di scambio al valore d’uso. [Leggi tutto l’articolo su c+b]

 

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