Personal (love)branding 🦄

Ci sono solo 4 posti per il corso del 25 ottobre a Milano, uno dev’essere tuo :-)

Perdonatemi se mentre dissezionate #verybello io vi osservo quando, per riprendere una delle metafore del #Luminol, guardate il bit e non la luna.

Ci ho messo un po’ anche io, ieri, mentre cercavo di capire qual era il disagio che mi veniva non solo dal vedere questo sito online ma anche nel leggere i commenti, sia quelli ingenui che criticano un naming a partire dal proprio gusto e dalla propria cultura sia quelli professionali (che in gran parte condivido). Critiche e commenti a come è stato fatto un qualcosa che non doveva essere proprio fatto.

Alla fine ho capito che, anche se il livello della realizzazione fosse stato altissimo (e non lo è) Verybello sarebbe comunque sbagliato perché è un grave errore in questo momento creare un terzo brand quando non abbiamo ancora un posizionamento e una strategia di marketing e comunicazione chiara ed efficace per i due brand principali, che sono Italia (soprattutto) ed Expo (che dovrebbe sì prevedere una sezione “cosa fare in Italia”). Perché è questo che è stato fatto: è stato creato un brand non si capisce bene per che cosa. Che cosa è #verybello? L’elenco di eventi? Il belpaese di cui gli eventi sono una sineddoche? L’Expo? Inutile discettare – come ho fatto anch’io – se è bello o brutto, giusto o sbagliato, professionale o improvvisato se neanche si capisce a cosa questo nuovo brand fa riferimento, un significante senza significato.

Da qui il mio disagio anche a leggere i commenti: qual è il senso di un sito (e di un brand) dedicato solo agli eventi, che crea una confusione tale da far ipotizzare una sua sostituzione a Italia.it? L’idea, così come espressa dal ministro Franceschini, è quella giusta: “utilizzare l’Esposizione per valorizzare tutto il Paese e fare in modo che i milioni di visitatori in arrivo allunghino il più possibile il loro viaggio nel nostro Paese“. È che questa idea andava realizzata arricchendo i siti di riferimento (Italia.it ed Expo), non creandone un terzo con un’identità e un branding tutto nuovo. Era impossibile intervenire sui due siti Italia.it ed Expo2015.org? La soluzione certo non è creare un terzo soggetto così caratterizzato.

Non a caso l’indicazione del TDLab, completamente disattesa, era di creare un feed di eventi a disposizione di tutti gli altri siti; sicuramente meno sexy di un sito con le lucine ma molto, molto, molto più utile.

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